L'inserimento lavorativo

La legge n. 381/91, riconoscendoci come nuovi soggetti giuridici ha in questo modo tracciato i confini della nostra identità. Possiamo dire allora che, quando si opera per uno scopo, per raggiungere una meta, i vincoli se orientati, diventano opportunità insostituibili.La legge 381 traccia un confine rigido, entro l'universo variegato e complesso delle cooperative sociali affermando che le cooperative sociali possono essere di due tipi, o di gestione dei servizi sociosanitari ed educativi (tipo A) o di inserimento lavorativo (tipo B). Poiché, per il preciso progetto di inserimento lavorativo che sottende la nostra realtà aziendale, la nostra cooperativa si definisce di tipo B vogliamo qui di seguito sviluppare un ragionamento sul contesto nel quale operiamo e sulle scelte di fondo che dobbiamo operare. Queste cooperative ( quelle di tipo B) sono chiamate a collocarsi come imprese produttive sul mercato della normalità economica ed a gettare un ponte ampio, solido, aperto e percorribile con il mondo degli svantaggi personali, delle terapie e delle assistenze. Un elemento importante che connette le due dimensioni appena citate é il contratto di inserimento lavorativo. E' questo uno strumento complesso che, dovendo tutelare anche i lavoratori portatori di svantaggio sociale e produttivo, ancora con un piede nel mondo terapeutico-assistenziale, ha articolato una regolamentazione unica e globale in grado di garantire le diverse componenti. Il Contratto nazionale ha risolto il problema di questa connessione tra i due mondi, individuando e definendo nel "progetto personalizzato" lo strumento, o meglio il pilastro portante di questo ponte tra l'intervento socio-assistenziale e lo "status di lavoratore". Il compito nostro quindi é quello di interpretarlo, utilizzarlo e fornire utili indicazioni di ritorno per migliorarlo in futuro.

I presupposti metodologici

Nell'impossibilità dimostrata dall'esperienza, di utilizzare un metodo programmatorio rigido e sommativo ci troviamo a procedere utilizzando una metodologia fondata sull'abilità di verifica e correzione in itinere, facendo centro su un progetto e piano di lavoro orientativo che traccia le tappe e gli indicatori prevedibili più significativi per giungere a destinazione.
Questa metodologia, espressione avanzata di forme gestionali delle organizzazioni complesse, richiede una distribuzione di priorità che privilegia:
1) la condivisione della meta tra i soggetti attori;
2) la definizione del momento di regia che nel nostro caso é individuato nel responsabile degli inserimenti lavorativi e nel tutor aziendale
3) la condivisione dei tempi, forme e modi per l’inserimento;
4) il momento di verifica come sede di analisi, e luogo di decisione per input operativi corretti;
5) il protagonismo del soggetto utente.
Gli accadimenti delle realtà saranno assunti come opportunità da sfruttare nel loro potenziale di cambiamento o adattamento del progetto stesso.